"Un'uomo può compiere imprese stupefacenti e assimilare una grande quantità di conoscenze, eppure non avere alcuna comprensione di sé. Ma la sofferenza spinge un uomo a guardarsi dentro. Se vi riesce, ecco che là, dentro di lui, comincia il suo apprendimento." (S.Kierkegaard)

F.A.Q.

Che differenza c'è tra psicologo e psicoterapeuta?

Lo Psicologo è il laureato in Psicologia che ha svolto il tirocinio di un anno e ha superato l'Esame di Stato che consente l'iscrizione all'Ordine degli Psicologi (Albo sezione A) e l'accesso alla professione. Se non ha l'iscrizione all'Albo è un Dottore in Psicologia che può svolgere altre attività ma che non è abilitato ad esercitare la professione di psicologo. Lo psicologo fornisce un aiuto non farmacologico, basato su colloqui di consulenza, valutazione, diagnostica, sostegno e riabilitazione. Gli interventi che può fare lo psicologo non devono configurarsi come terapia , poichè essa richiede il titolo di psicoterapeuta.
Lo Psicoterapeuta può essere sia un medico che uno psicologo che dopo la laurea ha frequentato una scuola di specializzazione di durata almeno quadriennale, riconosciuta dallo Stato, e si è iscritto all'Elenco degli Psicoterapeuti del proprio Ordine. La psicoterapia utilizza come strumenti la relazione, l'ascolto e la parola e permette di intervenire sui disagi della persona utilizzando tecniche che variano a seconda della teoria di riferimento. Ci sono moltissime scuole di psicoterapia (sistemico-relazionale, cognitivo-comportamentale, cognitivo-costruttivista, psicodinamica, ecc.), ognuna delle quali ha un proprio orientamento teorico e tecnico. Questo vuol dire che i vari terapeuti possono lavorare in modi anche molto differenti tra loro. Lo psicoterapeuta può intervenire su disturbi psichici anche intensi e cronici, può trattare i disturbi della personalità, eventuali traumi psicologici, realizzare percorsi di terapia individuale, di coppia, famigliare. Si possono quindi rivolgere allo psicoterapeuta persone che soffrono, per esempio, di invalidanti disturbi d'ansia, dell'umore, dell'alimentazione, ecc.

Che differenza c'è tra consulenza psicologica e psicoterapia?

Nella consulenza psicologica le prestazioni dello psicologo sono finalizzate ad analizzare, insieme al cliente, la domanda d'aiuto, per poi concordare un percorso mirato a risolvere le problematiche emerse, una volta però che sia stato messo a fuoco quale sia il percorso più efficace (terapia individuale, di coppia, famigliare). Si parla di "percorso consulenziale" anche quando la problematica portata dal cliente risulta essere particolarmente circoscritta (una difficoltà a compiere una scelta professionale, o a superare un fallimento scolastico o ad elaborare un trauma come un lutto, ecc.), per cui l'intervento ha come obiettivo offrire sostegno a chi si trova in difficoltà/disagio, facilitandone le scelte e accompagnandolo verso il superamento della crisi. La consulenza psicologica rispetto alla psicoterapia è un processo meno profondo e radicale, più breve e circoscritto, finalizzato a risolvere problemi del presente.
La psicoterapia può essere resa da uno psicologo psicoterapeuta ma non da uno psicologo non psicoterapeuta. Il trattamento psicoterapeutico è un trattamento di cura che mira alla riduzione della sofferenza psicologica e viene proposto ad esempio nel caso di ansia, depressione, panico, dipendenze, disturbi alimentari, problemi relazionali consistenti, ecc.

Quanto dura in media una terapia? Con quale frequenza si svolgono le sedute?

Non è possibile dare una risposta generale a questa domanda in quanto i percorsi proposti sono differenti per obiettivi e quindi non hanno una durata prefissata in quanto altamente individualizzati e costruiti a partire dalle specifiche esigenze del cliente.
Anche la frequenza degli incontri è variabile a seconda della fase del percorso terapeutico (inizialmente sono ad esempio settimanali per poi essere diradate con il proseguire dell'intervento) e della rilevanza del problema portato in terapia (se sono presenti sintomi che incidono pesantemente sulla quotidianità del paziente le sedute saranno più ravvicinate).

Che cos'è la psicoterapia sistemico-relazionale?

A differenza di altri approcci che si basano sull'individualità della persona, nella terapia sistemica l'individuo viene considerato come parte di un sistema più allargato, a partire dalla premessa che l'individuo è in grado di influire sul contesto , così come il contesto influisce sull'individuo. Premesso questo, la persona che soffre viene inquadrata come "epressione" di un contesto a suo volta sofferente. L'identità individuale viene considerata come frutto delle relazioni significative che la persona ha intrattenuto nel corso della sua vita; pertanto un'eventuale problematica non viene letta e trattata come una caratteristica insita dell'individuo ma come esito di esperienze relazionali. Il malessere presentato dalla persona non costituisce un problema dell'individuo ma un'espressione di disagio di uno dei sistemi di appartenenza che funziona in modo disfunzionale perchè caratterizzato da una nociva organizzazione e da comunicazioni errate e disfunzionali. Il fine della terapia è quello di trovare modalità relazionali diverse con i sistemi di appartenenza. Il lavoro psicoterapeutico non è dunque prettamente rivolto al trattamento del sintomo presentato, ma allo studio delle situazioni relazionali che lo hanno generato.

Alcune letture consigliate..

Minuchin S. (1974), "Famiglia e terapia della famiglia", Astrolabio, Roma, 1976.

Selvini Palazzoli M. et al. (1988), "I giochi psicotici della famiglia", Cortina, Milano.

Beavers W.R. (1985), "Il matrimonio riuscito. Un approccio sistemico alla terapia della coppia", Astrolabio, Roma, 1986.

Framo J. (1992), "Terapia intergenerazionale", Cortina, Milano, 1996.

Boscolo, Bertrando (1996), "Terapia sistemica individuale", Cortina, Milano.